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Al di fuori del centro storico, l’escursione più caratteristica che si può fare a Bologna è quella al Santuario della Madonna di S. Luca, sul Colle della Guardia, collegato a Via Saragozza da un monumentale portico di oltre tre chilometri (il più lungo del mondo).
Costruito nell’arco di sessant’anni, dal 1674 al 1739, fu completato da Carlo Francesco Dotti al quale si deve la realizzazione del Santuario e dell’arco principale, il Meloncello, da dove il portico abbandona Via Saragozza per salire fino alla sommità del colle.
La costruzione fu finanziata dai fedeli, dalle corporazioni delle arti e dalle famiglie nobili al fine di proteggere dalle intemperie la processione che portava ogni anno in città l’immagine custodita nel Santuario raffigurante la Madonna col Bambino.
L’antico tempio risale al XII secolo e fu costruito per custodire un’immagine della Madonna che proveniva da Costantinopoli e si riteneva dipinta dall’Evangelista Luca.
A testimonianza della devozione della città per quell’immagine fu poi costruito il Santuario e l’imponente portico.
Dalla cima del colle e lungo il percorso stesso è possibile godere di una tra le più suggestive viste della città. |
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| CASALECCHIO DI RENO -
ZOLA PREDOSA -
CRESPELLANO -
BAZZANO -
MONTEVEGLIO -
CASTELLO DI SERRAVALLE -
MONTE SAN PIETRO -
MONGIORGIO -
SAVIGNO
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Iniziamo il nostro percorso alla scoperta della Provincia uscendo da Porta S. Isaia, imboccando per un breve tratto la Porrettana e giungendo così a CASALECCHIO DI RENO.
Una passeggiata nel Parco Talon Sampieri è d’obbligo, soprattutto se è estate, poichè il parco diventa teatro di manifestazioni musicali, rassegne e spettacoli; della villa purtroppo non rimane che qualche rudere. Alcune belle ville quattrocentesche, Villa Ranuzzi Segni detta “il Lauro” e Villa Beccadelli detta “la Marullina”, sono viva testimonianza delle villeggiature della nobiltà bolognese del tempo.
Deviando sulla bazzanese giungiamo a ZOLA PREDOSA dove facciamo una sosta a PALAZZO ALBERGATI, un’imponente villa della metà del ‘600 oggi pregiatissimo centro congressuale e culturale. Proseguiamo per CRESPELLANO, dove non faremo a meno di ammirare anche qui alcune suggestive ville di fine settecento come Villa Aldrovandi, Villa Banzi, Villa Bianconi.
Torniamo sulla bazzanese ed entriamo a BAZZANO, accolti da un'affascinante esempio di architettura medievale, la ROCCA MATILDEA, ricostruita alla fine del '400; l'interno, che è visitabile, presenta anche un'interessante museo archeologico.
Oltre ad essere conosciuta per la sua famosa rocca, Bazzano è rinomata per essere anche un'importante centro agricolo; chi fosse poi interessato ai vini D.O.C., qui non ha che da scegliere tra Barbera, Sauvignon, Albana, Trebbiano, Pinot Bianco e Pignoletto.
Lasciamo Bazzano e deviamo verso sud sulla strada provinciale; dopo qualche chilometro incontriamo MONTEVEGLIO, un piccolo centro medievale rimasto intatto nel tempo. Una splendida Abbazia costruita nel 1092, l'Abbazia di SANTA MARIA ASSUNTA è raggiungibile attraverso gli orti e le case di pietra; dal centro storico possiamo goderci una suggestiva vista del Parco dell'Abbazia che comprende le cime storiche di Cucherla, Monte Veglio, Monte Morello, Monte Gennaro. è d'obbligo, prima di ripartire, assaggiare il tipico formaggio grana della zona, nonchè i pregiatissimi vini Bianco dell'Abbazia, Pignoletto, Merlot e gli altri D.O.C. caratteristici.
E ora procediamo sulla Provinciale Valle Samoggia; dopo una deviazione ad ovest, incontriamo CASTELLO DI SERRAVALLE, altro suggestivo borgo medievale; notiamo la bella porta merlata ad ogiva, con ponte levatorio e cassero, e torniamo indietro immettendoci sulla strada comunale per MONTE SAN PIETRO, località Badia, dove visitiamo la grande Abbazia di epoca romanica dei SS. Fabiano e Sebastiano. Alcuni sontuosi Palazzi del '400 e del '500 concludono la nostra visita: sono PALAZZO CASALI, che contiene alcune tempere settecentesche, Palazzo Dondini, ora SASSOLI DE BIANCHI e PALAZZO MONTEBIANCANO.
Altro antico borgo medievale con edifici di epoca quattrocentesca è MONGIORGIO, a undici chilometri da Monte San Pietro che ora raggiungiamo.
Infine facciamo l'ultima tappa del nostro itinerario sul Samoggia, SAVIGNO, nota soprattutto per i moti risorgimentali che l'hanno vista protagonista.
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| ANZOLA DELL'EMILIA -
SAN GIOVANNI IN PERSICETO -
TIVOLI -
SANT'AGATA BOLOGNESE -
PIEVE DI CENTO -
CASTELLO D'ARGILE -
SALA BOLOGNESE -
CALDERARA DI RENO
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Partiamo ora da Bologna sulla Via Emilia Ponente, fuori Porta S. Felice e dirigiamoci verso la cosiddetta "Bassa", la pianura bolognese. Attraversiamo il Reno, passiamo Borgo Panigale e facciamo la prima tappa: ANZOLA. Ammiriamo l'antichissima pieve medievale, la CHIESA PARROCCHIALE DI S. PIETRO E PAOLO e la TORRE DEL 1200, residuo dell'antico castello che ospitò Re Enzo.
Ripartiamo sulla Comunale per Sacerno, notiamo i numerosi edifici rurali, le ville padronali sparse un pò ovunque, e in direzione Tavernelle dell'Emilia, proseguiamo sulla statale fino a S. GIOVANNI IN PERSICETO. Un comune ricco di storia e di numerose testimonianze artistiche, a partire dalle chiese, alcune delle quali conservano importanti opere d'arte. Nella COLLEGGIATA DI S. GIOVANNI BATTISTA è possibile ammirare un dipinto del Guercino e uno di Albani, oltre ai bassorilievi del Piò, mentre la CHIESA DEL CROCIFISSO ospita opere del '700 della scuola bolognese.
Da non dimenticare sono anche i palazzi, quello COMUNALE e il PALAZZACCIO.
Tra le piacevoli sorprese riservate dalla cittadina, il rinomatissimo Carnevale persicetano, dalla lunga tradizione, con protagonista la maschera di Bertoldo, scaturita dalla fantasia di Giulio Cesare Croce, che proprio qui è nato.
Raggiungiamo ora SANT'AGATA BOLOGNESE, dove nella Parrocchiale, su una Pieve antichissima c'è un Sant'Agata attribuito a Guido Reni. Da ricordare è pure l'Oratorio dello Spirito Santo che conserva affreschi, sembra, attribuibili a Nicolò dell'Abate.
Spostiamoci ora sulla Provinciale Bevilacqua e deviamo per raggiungere PIEVE DI CENTO, una cittadina di origine medievale, contesa per secoli da Bolognesi e Ferraresi, infine divisa tra le due province.
Suggestivi i portici, i palazzi settecenteschi, le chiese, in particolare la Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore, la "Pieve" appunto, ricostruita nella prima metà del '700, che contiene opere del Guercino e di Guido Reni.
Notiamo anche la Rocca, costruita alla fine del '300 da Antonio di Vincenzo.
Interessante infine il Centro di Documentazione sulla Lavorazione Della Canapa, che raccoglie vecchi attrezzi di questa antica attività della zona.
Ritorniamo ora verso Bologna e sulla Provinciale centese incontriamo CASTELLO D'ARGILE, un piccolo centro agricolo industriale e prendiamo la Padullese, fermandoci a SALA BOLOGNESE, dove troviamo una bellissima chiesa della prima metà del 1000, costruita sui resti di un edificio paleocristiano e ristrutturata agli inizi del secolo.
Proseguiamo sulla Provinciale fino a toccare CALDERARA DI RENO, facciamo una visita a Villa Masetti che conserva alcuni interessanti dipinti di scuola bolognese e rientriamo a Bologna.
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| CASTEL MAGGIORE -
FUNO DI ARGELATO -
SAN MARINO DI BENTIVOGLIO -
BENTIVOGLIO -
SAN GIORGIO DI PIANO -
SAN PIETRO IN CASALE
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Usciamo da Bologna e ci immettiamo sulla provinciale di Galliera raggiungendo dopo qualche chilometro CASTEL MAGGIORE, importante centro agricolo ma anche industriale, (uno tra i primi durante l'800), proseguiamo per FUNO DI ARGELATO dove troviamo oltre ad una bellissima villa del '700, Villa Pace, anche un interessante Museo che raccoglie strumenti e reperti delle antiche colture della zona.
Raggiungiamo S. MARINO DI BENTIVOGLIO, ammiriamo la bella villa del '500, la Paleotta, decorata all'interno da opere di A.M. Colonna, G. Reni e F. Brizio. Per chi è interessato alla storia dell'agricoltura e delle tradizioni del lavoro, a Villa Smeraldi c'è il Museo della Civiltà Contadina.
Proseguendo, arriviamo a BENTIVOGLIO, col famoso castello fatto costruire da Giovanni II Bentivoglio alla fine del '400 e restaurato da Rubbiani alla fine dell'800.
Torniamo ora sulla provinciale di Galliera passando per S. GIORGIO DI PIANO e, dopo pochi chilometri ci troviamo a S. PIETRO IN CASALE, dove troviamo una bella chiesa con campanile romanico dell'undicesimo secolo, la Chiesa di S. Pietro e Paolo.
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| VILLANOVA DI CASTENASO -
BUDRIO -
BAGNAROLA -
GRANAROLO -
MINERBIO -
SAN MARTINO IN SOVERZANO -
BARRICELLA
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Lasciamo Bologna imboccando Via S. Vitale; dopo qualche chilometro incontriamo VILLANOVA DI CASTENASO; una sosta la merita la bella villa del '600, Villa Marana, magnificamente decorata e circondata dal bel parco.
Ancora cinque chilometri ed eccoci a BUDRIO, una cittadina ricca di storia e tradizioni, con un bel centro storico che merita una visita. Molte le Chiese, tra cui quella di S. Lorenzo, rifatta nel '700 da Torreggiani, (che qui fra l'altro è nato). All'interno sono custodite opere di Gandolfi e del Mastelletta.
Seguono poi la Chiesa del Crocifisso del 1617, quella di S. Domenico, della Madonna delle Creti, di S. Gervasio e Protasio, una delle più antiche pievi del bolognese e altre ancora. Di notevole importanza sono pure la Biblioteca Comunale e la Pinacoteca, nonché il teatro che risiede nello stesso palazzo e che presenta un cartellone di prosa, balletto e lirica tra i più prestigiosi della Provincia. Infine, non può mancare una visita alla bottega artigianale delle "ocarine", i famosi strumenti in terracotta qui ideati nel secolo scorso.
Spostandoci poi in direzione di Granarolo incontreremo BAGNAROLA, detta anche la "Versailles dei bolognesi" per il meraviglioso complesso di ville, tra cui la villa-palazzo "Aurelio", originaria della fine del '500 e il grandioso "Floriano" con la bellissima facciata settentrionale settecentesca ideata da Torreggiani e quella meridionale di impronta invece ottocentesca ad opera dell'architetto Venturoli.
La villa è ancora oggi del Malvezzi e purtroppo non è visitabile. Nelle adiacenze si trova anche Villa Ranuzzi-Cospi, detta Palazzo di Sotto, costruita nel '700 e Palazzo Odorici, detto Palazzo di Sopra anch'essa del '700.
Dopo Bagnarola, sulla provinciale S.Donato incontreremo GRANAROLO di cui segnaliamo alcune importanti ville: Villa Amelia, di origine cinquecentesca, Villa Lagorio, neoclassica e Villa Minghetti.
Raggiungiamo ora un altro centro, MINERBIO.
Nel centro storico troviamo la Chiesa di S. Giovanni Battista, di origine trecentesca, la Rocca, del '300, la bellissima colombaia sembra sia opera del Vignola.
Facciamo ora una breve deviazione a sud-est di Minerbio e raggiungiamo S. MARTINO IN SOVERZANO per visitare, (a discrezione della proprietà), lo splendido Castello dei Manzoli, costruito nel '400 e poi ristrutturato alla fine dell'800 da Rubbiani. Il castello è preceduto da un vero e proprio borgo medievale dove troviamo una vecchia osteria in cui è possibile assaggiare ottimi vini e saporose salsicce. |
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| SAN LAZZARO -
OZZANO DELL'EMILIA -
CASTEL SAN PIETRO TERME -
DOZZA -
IMOLA
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Torniamo ora sulla S. Donato per l'ultima tappa del nostro itinerario, BARICELLA; qui incontriamo interessanti architetture, tra cui il Malcantone, probabilmente un ex convento e la Chiesa Parrocchiale di S. Maria al cui interno sono conservate due opere di P. Fancelli.
Imbocchiamo ora la Via Emilia uscendo da Porta Maggiore e arrivati a S. LAZZARO, facciamo una piccola deviazione verso sud raggiungendo così le Grotte del Farneto, già abitate nel Neolitico, il più grande complesso di grotte in gesso dell'Europa.
All'interno delle grotte furono trovati antichi oggetti custoditi attualmente nel Museo Archeologico di Bologna. Da notare anche la Grotta della Spipola che é una delle più lunghe del mondo tra le aree gessose.
Ritorniamo sulla Via Emilia, passando per OZZANO. Qui sorse l'abitato romano di Claterna fra l'età Repubblicana e quella Imperiale.
Anche questa zona presenta un particolare interesse dal punto di vista speleologico e mineralogico.
Proseguiamo fino a raggiungere CASTEL SAN PIETRO TERME, un paese ricco di storia e di testimonianze archeologiche oltre che importante centro termale.
Classificate dal Ministero della Sanità nei massimi livelli di qualificazione delle cure, le terme appartengono al grande bacino geologico che si estende per tutto l'Appennino settentrionale. Si trovano sorgenti sulfuree, ferruginose ed oligominerali.
Facciamo una visita al centro storico dove troviamo la Torre dell'Orologio con il Cassero della fine del 1100, i resti cioè dell'antico Castello.
Non può mancare una visita al Santuario, quello del SS. Crocifisso, del '700; nel campanile possiamo ammirare il Carillon di 55 campane in grado di eseguire interi brani di musica sacra.
Ricordiamo anche due magnifiche ville, Villa Guadagnini, in stile neoclassico e Villa Legnani di origine cinquecentesca.
Proseguiamo sulla Via Emilia e deviando a destra per tre chilometri raggiungiamo DOZZA, un caratteristico borgo medievale, alle soglie della Romagna, nel cuore della zona vinicola dell'Albana, del Trebbiano e del Sangiovese. Il paese è dominato dalla Rocca Sforzesca, costruita nel '200 e rimaneggiata nel '500 da Giorgio Fiorentino. L'interno, ben arredato di quadri e mobilio di varie epoche, è molto interessante anche per la presenza degli attrezzi di tortura e per il trabocchetto curiosamente situato davanti all'altare della cappella.
Degni di nota sono pure il Museo della Civiltà Contadina e il Museo Enologico custoditi nelle cantine e nelle segrete dell'antica Rocca. Altra caratteristica del paese sono i numerevoli "murales" sulle antiche abitazioni di artisti noti e meno noti, che ogni anno si ritrovano qui per la "Biennale del muro dipinto".
Ritorniamo sulla Via Emilia e raggiungiamo IMOLA, una città antichissima e ricca di storia. Tra le testimonianze monumentali ricordiamo l'antica Rocca, dalla costruzione a pianta quadrata con quattro torrioni agli angoli che sembra risalire in gran parte al '300.
L'interno raccoglie un'interessante collezione di armi antiche e in estate ospita interessanti manifestazioni musicali.
Di notevole importanza sono anche la Cattedrale di S. Cassiano, rifatta nel '700, ricca di opere importanti e la Chiesa di S. Maria in Regola che conserva un'altare bizantino ed un bellissimo campanile della fine del 1100.
Tra i Palazzi, quello Vescovile, che presenta una facciata ottocentesca (ma l'impianto è del '200) e che raccoglie al suo interno pregevoli dipinti della scuola di Vitale da Bologna.
Importante è anche la Pinacoteca ricca di opere della Scuola bolognese e romagnola dal '400 al '600.
Infine, tra le attrattive, non si può non citare l'importante autodromo sul quale si tengono gare motociclistiche e automobilistiche di rilievo internazionale.
E qui il nostro itinerario si conclude.
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| PONTECCHIO -
SASSO MARCONI -
PANICO -
MARZABOTTO -
VERGATO
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Questo itinerario interesserà i paesi disseminati lungo la Valle del Reno.
Usciamo da Porta S. Isaia e imbocchiamo la Porrettana fino PONTECCHIO.
Facciamo una sosta a Villa Grifone al cui interno troviamo il Museo Marconiano e il Mausoleo dove il celebre scienziato riposa.
Sempre a Pontecchio troviamo una fra le più belle ville del bolognese, il quattrocentesco Palazzo dei Rossi, restaurato agli inizi del '900 da Rubbiani.
Proseguiamo di qualche chilometro e situato in una bellissima posizione collinare troviamo SASSO MARCONI, meta preferita delle villeggiature estive della nobiltà bolognese testimoniate dalle numerose ville secentesche e settecentesche.
Villa Achillini, detta "le torrette", Villa Albani, Villa Bevilacqua a Moglio, Palazzo Sanuti detto "la fontana", del '400, Villa Ghisleri di Colle Ameno.
Una visita merita anche il neoclassico Santuario della Madonna del Sasso.
Continuando sulla statale con una deviazione giungiamo a PANICO, antica roccaforte della contea di Panico, di cui rimane la pieve romanica di S. Lorenzo e una bellissima basilica. Ritorniamo sulla statale e fermiamoci a MARZABOTTO; a sud del paese ci sono i resti di una città etrusca databile verso la fine del VI secolo a.C. I reperti sono conservati nel Museo Archeologico P. Aria ed è possibile visitare gli scavi, anche quelli più recenti. Marzabotto è inoltre tristemente nota per la strage di ben 1830 persone operata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale; merita una visita il Sacrario dei Caduti.
Avviciniamoci ora all'ultima tappa del nostro itinerario, VERGATO; passato il ponte di Riola, a nove chilometri dal paese, colpisce certamente l'occhio la curiosa costruzione in stile medievale e arabo-moresca della Rocchetta Mattei. Nata intorno alla metà dell'800 ad opera di uno strano personaggio, Cesare Mattei appunto, fatto conte dal governo pontificio, sembra, in cambio di alcune terre. Fra le tante attività svolte da questo bizzarro personaggio (era medico-praticone, creatore di strani unguenti e magici ricettari) ci fu anche quella di architetto e ingegnere di questa inconsueta costruzione.
All'interno, molte le sale da visitare: la sala inglese, la stanza bianca e la stanza turca, un'altra stanza ancora dedicata a Pio IX, il sarcofago dove il conte riposa, nonchè un cortile che ricorda l'Alhambra di Granada.
L'edificio è stato oggi risistemato ed adibito ad albergo ristorante. |
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