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FONTANA DEL NETTUNO PALAZZO RE ENZO PALAZZO DEL PODESTA' PIAZZA MAGGIORE COMUNE NOTAI BASILICA DI SAN PETRONIO PORTICO DEL PAVAGLIONE MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO ARCHIGINNASIO BASILICA DI S. DOMENICO PALAZZO DI GIUSTIZIA PIAZZA MINGHETTI CHIESA DI SAN GIOVANNI IN MONTE PIAZZA DELLE SETTE CHIESE PIAZZA DELLA MERCANZIA LOGGIA DEI MERCANTI DUE TORRI CHIESA DI S. GIACOMO MAGGIORE CONSERVATORIO MUSICALE G.B. MARTINI TEATRO COMUNALE UNIVERSITA' PINACOTECA NAZIONALE PALAZZO BENTIVOGLIO NUOVO PIAZZA S. MARTINO PALAZZO GRASSI CATTEDRALE DI S. PIETRO PIAZZA MALPIGHI CHIESA DI S. FRANCESCO
 
Piantina Bologna

Siamo ai piedi della FONTANA DEL NETTUNO 1,   detta   anche “del Gigante”, un’opera del Giambologna, della seconda metà del '500. Con accesso di fianco al Nettuno, entriamo a PALAZZO RE ENZO 2, così chiamato perché vi fu tenuto prigioniero per ben 23 anni Enzo, Re di Sardegna. La costruzione risale alla prima metà del '200 ed ha subito molti restauri, ultimo dei quali quello di inizio secolo ad opera di Rubbiani.
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Fa parte dello stesso complesso il PALAZZO DEL PODESTÁ 3, dominato dalla torre dell’Arengo alla cui sommità si trova il cosidetto “Campanazzo”, una storica campana che da ben 5 secoli suona in occasione di particolari eventi cittadini. Curioso da sperimentare, il gioco acustico sotto la volta, per cui se vi situate ad angoli opposti potete parlarvi senza essere sentiti da chi in quel momento si trovi al centro del voltone.  
Monumenti Bologna
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Usciamo da Palazzo Re Enzo e ci troviamo nel cuore della città, PIAZZA MAGGIORE.
Intorno alla grande piazza medievale si affacciano alcuni suggestivi palazzi, tra cui quello del COMUNE 4 e quello dei NOTAI 5, dominati dall'imponente BASILICA DI SAN PETRONIO 6, la chiesa più famosa di Bologna e una delle più grandi del mondo.
Dedicata al Vescovo patrono della città, la chiesa fu ideata da Antonio di Vincenzo intorno alla fine del '300; la singolare facciata rimasta incompleta, presenta nella parte inferiore un basamento di marmo su cui si aprono tre portali, il mediano è ad opera di Jacopo della Quercia al quale sono da attribuirsi anche i bassorilievi dei pilastri dell'architrave e, nella lunetta, la "Vergine con il Bambino" e "S. Petronio". L'interno è in stile gotico.
Molto belle le cappelle, ben 22, alcune delle quali custodi di grandi tesori per ricchezze di marmi, dipinti, decorazioni.

Spostiamoci ora a sinistra della chiesa e percorriamo il PORTICO DEL PAVAGLIONE 7, un tempo adibito a mercato e oggi meta privilegiata del passeggio dei bolognesi.
Con accesso da via dell'Archiginnasio al civico 2, si trova il MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO 8 che raccoglie importanti testimonianze della civiltà villanoviana, etrusca, gallica. Al piano terreno vi è un'ampia raccolta di lapidi, steli, cippi e frammenti architettonici del primo secolo, mentre al primo piano sono raccolte le maggiori collezioni del museo.

Proseguendo verso la fine del portico in corrispondenza di Piazza Galvani troviamo l'ARCHIGINNASIO 9, realizzato intorno alla metà del '500 dal Terribilia, prima sede stabile delle varie facoltà universitarie, poi trasferite agli inizi dell'800 in via Zamboni dove tuttora risiedono.
All'interno vi è un cortile quadrato a doppio loggiato decorato di stemmi e memorie che ricordano persone ed eventi della vita universitaria.
Di fronte all'ingresso troviamo la Cappella di S. Maria dei Bulgari, al piano superiore la biblioteca Comunale; di particolare rilievo è pure il Teatro Anatomico, progettato nel '600, dove si adunavano le accademie di anatomia e si sezionavano pubblicamente i cadaveri. Girando a sinistra alla fine del portico ci troviamo in Via Farini; la percorriamo fino a Piazza Cavour e tenendo il lato destro imbocchiamo Via Garibaldi trovando sulla sinistra la BASILICA DI S. DOMENICO 10.
L'attuale struttura è il prodotto dei lavori di trasformazione che si sono succeduti nel corso dei secoli. All'interno, molto belle le cappelle fra cui quelle che accolgono le spoglie del Santo, del pittore Guido Reni e di Re Enzo.
L'Arca che conserva il corpo del Santo fu eseguita da Nicola Pisano, la cimasa fu aggiunta nel '400 da Nicolò dell'Arca; l'angelo di destra sull'altare è di Michelangelo, il catino dell'abside fu dipinto da Guido Reni.
Sull'altare della settima cappella è posto un dipinto tardo del Guercino e nella dodicesima, a sinistra del presbiterio è conservata una tavola di Filippo Lippi.
L'altare della cappella maggiore fu disegnata da Torreggiani; sul ventiduesimo altare troviamo il "S. Raimondo di Pennafort" di Ludovico Carracci, di cui sono conservate nel museo altre due opere, "S. Francesco" e "La Carità". Nella piazza troviamo poi la tomba di Rolandino dè Passeggeri sepolto con altri cinque giuristi; le due colonne recano le statue di S. Domenico e della Madonna del Rosario.

Proseguendo su via Garibaldi troveremo l'ampio e maestoso scalone che ci introduce nei mirabili saloni dell'attuale PALAZZO DI GIUSTIZIA, ex Palazzo Ranuzzi-Ruini, poi Baciocchi; il classicismo puro della facciata è opera del Palladio.
Nonostante i tempi, i trapassi e le vicende, il palazzo è fra i meglio conservati della città.

Ridiscendendo lungo via Garibaldi, torneremo in Piazza Cavour e deviando a destra eccoci in via Farini; percorriamola, fino a raggiungere PIAZZA MINGHETTI 11, dove sorge la statua del famoso statista bolognese; proseguiamo fino a quando sulla destra troviamo una piccola salita che ci conduce alla CHIESA DI SAN GIOVANNI IN MONTE 12, un'antica costruzione del '200 sorta su un precedente edificio religioso, ampliata poi nel '400. La facciata fu progettata nel 1474 ma il pronao che custodisce la simbolica aquila giannea è del '500 ad opera di Nicolò dell'Arca.
La chiesa è ricca di opere d'arte del Guercino, di Costa, di Giovanni da Modena e di grande valore artistico è pure la raccolta di lapidi commemorative di nobili e politici distribuite nelle cappelle e nel loggiato.

Pochi passi ancora su Via Farini e siamo in Via S. Stefano; giriamo immediatamente a sinistra, tornando indietro, ed eccoci nella bellissima Piazza S. Stefano, detta anche PIAZZA DELLE SETTE CHIESE 13, di cui oggi però ne restano solo quattro, ampiamente restaurate. Vi accediamo attraverso quella principale, detta "del Crocifisso" che dell'epoca romanica conserva oltre a parti della facciata, i lati della navata e la cripta; di qui passiamo alla seconda, detta "del Calvario", nel cui tempietto centrale è tumulato il corpo di S. Petronio ed entriamo nella terza, la "Chiesa dei SS. Vitale e Agricola"; la ricostruzione che ci resta è dell'XI secolo: ritorniamo al "Calvario" e usciamo dal Cortile di Pilato dove sotto il portico a destra si apre la Cappella Vezza, mentre dal portico opposto si entra nella Cappella di S. Giustina.
Sul fondo del cortile vi è la "Chiesa della Trinità", restaurata agli inizi del secolo; annesso alla Basilica troviamo un chiostro, uno dei più notevoli del romanico emiliano. Qui ha sede anche il piccolo Museo con alcuni pezzi pregevoli.

Scendiamo ora lungo Via S. Stefano e ci troviamo in PIAZZA DELLA MERCANZIA 14 con la LOGGIA DEI MERCANTI, detta anticamente del Carrobbio, dove aveva sede la dogana.
Costruita nel 1390 da Antonio di Vincenzo, ha subito poi vari restauri; nelle nicchie sono poste sculture di maestri del gotico.

Dalla piazzetta proseguiamo ancora per un pò fino a trovarci ai piedi delle DUE TORRI 15.
Sorte in seguito alla contesa Asinelli - Garisenda, le due torri furono fatte innalzare intorno al 1100; la più alta è l'Asinelli (m. 97,20) e chi ha voglia di salire i 498 gradini che portano fino al terrazzino, può godersi una vista molto suggestiva della città. La Garisenda è alta invece 47 metri e fu abbassata due secoli dopo la sua costruzione per motivi di sicurezza.

Da Piazza Ravegnana, imbocchiamo ora Via Zamboni, percorriamola per un tratto fino ad arrivare a Piazza Rossini dove troviamo sulla destra la CHIESA DI S. GIACOMO MAGGIORE 16, di stile romanico e ricostruita in parte alla fine del '400.
L'interno, tipicamente rinascimentale, custodisce dei veri tesori: dipinti, affreschi, statue, crocifissi di artisti fra cui Ludovico Carracci, Jacopo della Quercia, Lorenzo Costa, Francesco Francia.

Volgiamo ora le spalle alla chiesa e notiamo il CONSERVATORIO MUSICALE G.B. MARTINI 17, un tempo convento degli Agostiniani, e dal 1800, pregievolissima scuola musicale dalla quale sono passati molti dei bei nomi della musica, da Donizetti a Rossini, da Busoni a Martucci.
Di grande importanza è anche la biblioteca, una tra le più importanti d'Europa, per il rarissimo materiale che raccoglie.

Proseguiamo ancora su Via Zamboni fino ad incontrare Piazza Verdi dove troviamo l'ingresso principale del TEATRO COMUNALE 18 edificato sulle rovine di Palazzo Bentivoglio intorno alla seconda metà del '700 da Antonio Galli, detto il Bibiena.

Lasciamo il "Comunale" e pochi metri dopo sulla destra ecco la famosa UNIVERSITÁ 19 ricavata nel cinquecentesco Palazzo Poggi, da due secoli e mezzo sede dell'Ateneo.
Qualche metro ancora e ci troviamo ad un incrocio, dove a sinistra c'è Via delle Belle Arti, la prendiamo perché al numero 56 c'è la PINACOTECA NAZIONALE 20. La galleria raccoglie pregievoli collezioni di opere sia italiane che straniere ed è una tra le più importanti d'Europa. Tra le opere di maggiore importanza, "La Madonna" del Perugino, "S. Cecilia" di Raffaello, la "Madonna e Santi" di Francesco del Cossa, nonché dipinti del Carracci, del Guercino, di Guido Reni, del Domenichino ecc.

Proseguiamo su Via delle Belle Arti fino a PALAZZO BENTIVOGLIO NUOVO 21, un maestoso edificio di fine '500.
Ci troviamo così in Via Mentana, la percorriamo fino a svoltare a destra in Via Marsala e arriviamo in PIAZZA S. MARTINO 22. La piazza prende il nome dall'omonima chiesa, che si dice fondata dai Carmelitani all'inizio del '200, poi ricostruita due secoli dopo; l'interno é suddiviso in tre navate, molto belle le cappelle, alcune delle quali custodiscono opere di Francesco Francia, Ludovico Carracci e Lorenzo Costa.

Ancora alcuni passi su Via Marsala e incontriamo uno dei palazzi più antichi di Bologna, PALAZZO GRASSI, in stile gotico-romanico, caratterizzato dal suggestivo portico in legno, esempio di antica costruzione bolognese del XIII secolo.

Poco più avanti si apre l'ampio rettilineo di Via Indipendenza; girando a sinistra arriviamo all'imponente CATTEDRALE DI S. PIETRO 23; le sue origini risalgono al X secolo ma, distrutta da incendi e terremoti è stata più volte ricostruita. L'interno della Chiesa racchiude opere di grande importanza di Donato Creti, Ludovico Carracci, Alfonso Lombardi. Interessanti testimonianze delle successive riedificazioni sono costituite dal campanile a base rettangolare che racchiude l'antica torre campanaria a pianta circolare di origine paleoromanica; i leoni, trasformati in acquasantiere, la colonna tortile del Battistero, la Crocifissione in legno di cedro anch'essa di periodo romanico; le reliquie dei Santi Vitale e Agricola, conservate nella cripta.

Risaliamo Via Indipendenza e svoltiamo su Via Ugo Bassi, la percorriamo tutta fino a PIAZZA MALPIGHI 24; sullo sfondo il Colle dell'Osservanza con l'imponente mole di Villa Aldini.

A fianco della piazza, il cortile della CHIESA DI S. FRANCESCO 25 con le caratteristiche tombe dei glossatori. Sul lato opposto, sull'omonima piazza l'ingresso della Chiesa, uno degli esempi più antichi di tempio francescano.
Costruita intorno alla metà del '200, presenta una facciata romanico-gotica, due campanili asimmetrici, quello più piccolo risalente allo stesso periodo e quello più grande al '400, disegnato da Antonio di Vincenzo. Caratteristica è l'arcata intorno all'abside; l'interno, molto suggestivo, è a forma di croce latina a tre navate, la centrale, più alta, ha le volte a sei spicchi come la Cattedrale di Notre Dame. Nove le Cappelle, molto bello l'altare maggiore con una preziosa pala di marmo, un tempo rivestita d'oro; di particolare interesse la Cappella di S. Bernardino, del '400, ornata di terracotta e il Sepolcro in cotto dell'antipapa Alessandro V.
 
 
     
   
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